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nche
la patata, terzo insostituibile componente dell'agricoltura e della
cucina feltrina ha dietro di se una strana storia: portata in Europa
dai soliti Spagnoli per molto tempo fu utilizzata come... pianta
da fiori poiché si credeva che fosse cibo triste, forse velenoso,
non adatto agli uomini. Ci vollero le spaventose carestie conseguenti
alle guerre napoleoniche per convincere anche i più diffidenti della
bontà e della provvidenzialità della patata che trova nei terreni
di collina, sassosi e ben drenati il suo habitat migliore. Le patate
del Sovramontino possono sicuramente rivaleggiare in qualità con
le più conosciute e titolate patate cadorine, sia per fare gnocchi
sia per tutte quelle utilizzazioni che la sapienza popolare ha saputo
inventare. Ma se vogliamo proprio assaporare fino in fondo le qualità
nascoste delle patate feltrine, il modo migliore per gustarle è
dopo averle bollite con la buccia, abbrustolirle leggermente sulla
pietra del focolare o sulla piastra della cucina economica. Toccate
con il sale e accompagnate con il burro di malga esprimono il meglio
per gusto, per compatta morbidezza e per sapidità squisita.
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ranoturco
da polenta, fagioli, patate, uva da vino e da grappa, questi almeno
da due secoli a questa parte sono i principali prodotti della terra
feltrina, con l'integrazione sempre presente dei prodotti orticoli
(cavoli, rape, zucche, cipolle) e dei frutti dai broli, soprattutto
mele e noci, quest'ultime nel particolare ed apprezzato "cultivar"
che è la "noce feltrina". .

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