FR DE UK
Presentazione Cultura Turismo Formazione Economia Documenti e Studi
Economia

Formaggio

Fiori

 

Enogastronomia

Da almeno tre secoli, alla base dell'alimentazione feltrina, come per tutto il Veneto, c'è la polenta di mais. La polenta, emblema alimentare dei veneti, trova nel Feltrino come in tutte le zone montane limitrofe, la sua versione più rustica, più essenziale, sicuramente la più autentica. Non solo una volta, ma fino a pochi anni fa, nel feltrino la polenta era il piatto quotidiano, teneva il posto del pane, ed era polenta pura e dura, da tagliare a fette con il filo sul tagliere, da consumare senza piatti e senza posate direttamente dalla mano, proprio come il pane, da sola o con poco companatico, calda, ancora fumante o fredda, o riposata e abbrustolita.

Polenta e Formaggio

Nel Settecento la polenta di "sorc" (come il granoturco venne chiamato nel feltrino, forse per la somiglianza della pianta del mais con la ben conosciuta pianta del sorgo da saggina) sostituì le antiche polentine bigie e fu ancora cibo di tutti, cibo benedetto che sfamò intere popolazioni di montanari ma che verso la fine del secolo con le grandi crisi alimentari si ridusse ad essere cibo unico e nemmeno abbondante ed allora divenne il cibo maledetto e l'ombra malefica della pellagra oscurò la polenta.

Poi la scienza medica scoprì che bastava unire la polenta al formaggio per avere un'alimentazione completa sotto tutti i punti di vista, ed allora eccola la polenta gialla, la polenta feltrina, pronta per essere tagliata con il filo - e solo con il filo - in fette spesse due dita da porre subito nel piatto caldo perché sia consumato il matrimonio d'amore con lo schiz o con il formaggio fritto, con la sopressa scandita nell'aceto o con la pecora affumicata arrostita alla griglia; e poi con le tece e i toci di pollo, di gallina, di coniglio, di vitello; con gli stufati e le pastizade di manzo e di "musso" e ancora con le tece di fongadina, di "s'cios", di funghi misti; con il capretto a Pasqua, con i salmì di cacciagione e gli spiedi invernali, con gli ormai proibiti uccelletti dal becco gentile e gli altrettanto proibiti marsoni fritti, con la trota in umido e il baccalà alla nostrana... anche solo con il vecchio profumato formaggio di malga.

Inizio

 

 

 

EconomiaEnogastronomia

1 | 2 | 3 | 4 | 5

Sommario
Enogastronomia
Folklore
Ospitalità

Link
-

Con il patrocinio di...